OPERE APERTE, I ricordi degli altri

Raffaele Di Vaia OPERE APERTE

Museo MuMaT, Vernio (Po)

OPERE APERTE, I ricordi degli altri
Mostra di Raffaele Di Vaia
Un progetto a cura di Associazione Momo e Associazione Anna

Dal 15 febbraio al 15 marzo 2015
Inaugurazione sabato 14 febbraio 2015, ore 16.00

Presentazione del progetto:

Nell’arte viene rotto l’ordine probabilistico del linguaggio,
atto a veicolare significati normali
per accrescere il numero dei significati possibili
Umberto Eco, Opera aperta

Il progetto Opere aperte nasce per “aprire” gli oggetti conservati nel Museo Mumat collegandoli alla memoria del territorio, all’esperienza delle persone e a progetti di arte contemporanea legati alle tematiche del ricordo, del tessile, del lavoro, coinvolgendo ogni anno un artista diverso.

Il progetto del 2014, I Ricordi degli altri, iniziato a maggio, si è realizzato attraverso incontri rivolti agli ospiti che risiedono nelle due strutture per anziani di Vernio. Ha visto la partecipazione di tre diverse figure professionali: due educatrici museali Irene Balzani, Lisa Colombi un animatore geriatrico specializzato, Luca Carli Ballola, un artista, Raffaele Di Vaia, che nella sua ricerca artistica lavora spesso sul concetto di memoria e ricordo.
Gli incontri si sono svolti al museo e nelle strutture, in ogni oppuntamento si sono utilizzati l’immaginazione e la creatività di ogni partecipante per suscitare emozioni: l’osservazione, lo stimolo alle sensazioni (da quella tattile a quella uditiva) e la narrazione sono state modalità di approccio di fronte alle macchine tessili e a vecchie fotografie portate dall’artista. Durante l’ultimo incontro sono stati proposti il fare artistico e i linguaggi specifici dell’arte come ulteriori modalità di partecipazione e espressione di sé. Raffaele ha disegnato una lunga linea su un grande foglio di carta per rappresentare un fiume, il Bisenzio ma anche i fiumi della memoria di ciascuno, e gli anziani sono stati invitati ad esprimersi attraverso il segno grafico.
Ogni incontro è stato filmato e fotografato e le parole di ogni partecipante trascritte. Questi aspetti sono diventati il materiale per l’intervento artistico di Raffaele Di Vaia installato negli spazi del museo MuMaT. Qui gli anziani potranno di nuovo tornare, osservare, sentire. Le stesse opere saranno inoltre viste dagli altri visitatori, compresi i ragazzi delle scuole, diventando un ponte di congiunzione tra le diverse generazioni.

Progettazione e realizzazione:
Irene Balzani, Lisa Colombi (Associazione Momo, attività educative Museo Mumat)
Luca Carli Ballola (Associazione Anna, animatore geriatrico specializzato)
Raffaele Di Vaia (artista)

Strutture coinvolte:
Case Accoglienza Anziani Misericordia Di Vernio (Residenze di Sasseta e San Quirico)

Museo MuMaT
Il Mumat è un museo che illustra la storia della Val di Bisenzio e il suo passato industriale tessile:
all’interno degli spazi nell’antico mulino e poi fabbrica Meucci, suggestivo esempio di archeologia industriale, si trova una collezione costituita da preziosi strumenti e macchine tessili che vanno dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento come filande, cardature, telai e l’antica turbina della fabbrica. Il museo raccoglie, attraverso la conservazione dei macchinari tessili, la memoria storica del territorio e ne esemplifica la ricchezza. L’allestimento, con apparati interpretativi e interattivi è studiato per accogliere il pubblico e renderlo partecipe dell’esperienza.

http://www.museomumat.it

ORARI DI APERTURA del Museo
Venerdì – Sabato  9.00/13.00 – 15.00/18.00
e su appuntamento.
Ingresso gratuito

Contatti: edu@museomumat.it

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GRAND HOTEL

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a cura di Elena El Asmar | Serena Fineschi | Marco Andrea Magni | Luca Pancrazzi

“GRAND HOTEL” è un palcoscenico in legno di formato ridotto, una piattaforma reale dedicata all’ospitalità. E’ un Hotel per artisti, e più precisamente ospita, raccoglie, accoglie e colleziona forme di passaggio provenienti dalle menti e dagli studi degli artisti invitati.
Sarà un basamento consultabile collocato nello studio di Marco Andrea Magni, dove la raccolta degli indizi potrà essere toccata, esaminata, spostata.
Negli studi le idee prendono forma, ma prima ancora di appartenere ad un loro destino le cose si muovono, si assemblano e quegli appunti sintetici e potenti vengono appoggiati, appesi, lanciati sui tavoli, chiusi nei quaderni oppure rimangono nelle memorie delle macchine fotografiche.
“GRAND HOTEL” parla della forma primaria che assume un’idea prima che sia educata ad opera d’arte, in questa fase sostanza e forma sembrano coincidere in un istante esattissimo.

Chiediamo agli artisti invitati di concederci di porre sul basamento ospitale una di queste forme proveniente dal loro studio, per costruire un luogo d’incontro che si popoli di queste forme primarie.
“Non c’è un termine dal quale si parta, né uno a cui si arrivi o si debba arrivare” diceva Deleuze – in dialogo con Parnet -, ma forse delle direzioni, degli orientamenti, delle entrate e delle uscite come in un Hotel.

“GRAND HOTEL” è un attimo dopo l’intuizione e un attimo prima dell’atto creativo.

Artisti ospiti
Stefano Arienti, Susanna Baumgartner, Emanuele Becheri, Vincenzo Cabiati, Mirko Canesi, David Casini, Antonio Cavadini, T-Yong Chung, Claudio Corfone, Jaya Cozzani, Alessio De Girolamo, Marta Dell’Angelo, Elisabetta Di Maggio, Raffaele Di Vaia, Elena El Asmar, Serena Fineschi, Federico Fusi, Michele Guido, Giovanni Kronenberg, Francesco Lauretta, Loredana Longo, Elisa Macellari, Marco Andrea Magni, Andrea Marescalchi, Amedeo Martegani, Corinne Mazzoli, Franco Menicagli, Jacopo Miliani, Concetta Modica, Adriano Nasuti-Wood, Agostino Osio, Pierpaolo Pagano, Cristiana Palandri, Luca Pancrazzi, Pantani-Surace, Luca Pozzi, Luigi Presicce, Filippo Romeo, Remo Salvadori, Luca Scarabelli, Sophie Usunier, Enrico Vezzi, Virginia Zanetti.

Apertura 10 febbraio 2015 | ore 18 – 21

Via Privata Pantelleria, 5 – Milano

Inaugurazione 14 febbraio 2015 | ore 18 | Focus zona Milano Nord – Ovest

dal 10 al 15 febbraio | tutti i giorni dalle 18 alle 21